Calcare, Kobane e, che pena, D’Alema
Calcare, Kobane e, che pena, D’Alema

Mentre avevo fra le mani il suo splendido fumetto
Raccontava l’altra sera Zero Calcare
Che prima di andare a Kobane, la lotta 
Dei Kurdi era esplosa nella sua vita 
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Mentre avevo fra le mani il suo splendido fumetto
Raccontava l’altra sera Zero Calcare
Che prima di andare a Kobane, la lotta 
Dei Kurdi era esplosa nella sua vita 
Con Ochalan fine anni novanta chiuso nel Celio

E il supporto sostegno nella grande piazza
Del presidio accampamento dei kurdi 
dal mondo, del loro tormento
E ho rivisto la piazza, le facce,
Le speranze di quel momento
E la domanda che da allora mi porto dentro
Chissà azzardo chissà un dubbio chissà
Se quello che era allora Presidente
Del Consiglio cioè Massimo D’Alema
Porti consumi una spina una pena
Nel cuore politico suo modo corrotto
Sempre uguale dall’inizio 
mio opposto ex – ficigiotto
Ma chissà dico chissà ripeto chissà
Se almeno per la storia di Ochalan
Per quell’atto di grande vigliaccheria
Che ha bruciato un uomo e tante speranze
Lasciandolo in pasto alle Belve dei Servizi Turchi
laddove bastava così poco sforzo
Per evitare un così grave danno
Aprendo davvero scenari di pace
(certo lo so che proprio questo non piace
all’orco turco al lupo americano
ma per un decisore ci vuole anche cuore
… ah già…
Cuore politico suo modo corrotto…)
Ecco oggi che il mio, di cuore,
sempliciotto sollevato, è 
sulla collina che domina Kobane
riconquistata dalle guerrigliere
e dai guerriglieri, senza rancore.
Anzi, con rancore, voglio pensare
Che D’alema in fondo in fondo l’errore lo sa
E potrebbe sbattersi un poco per salvare Ochalan
(tipo proporre uno scambio 
e prendere lui, Massimo, il posto 
del prigioniero sull’isola turca…)

gennaio 2015 - Zero Calcare, pochi giorni fa, presentava 
in un Casale Okkupato nel Parco di Aguzzano di Roma, il fumetto 
"Kobane Calling" che racconta il suo viaggio sul confine
turco-siriano, a sostegno della Resistenza Kurda