Aree verdi cancellate
DALLA mappa di Roma si sta per cancellare una superficie verde grande 13 volte Villa Pamphili.
Sono 160 aree, spesso vicine a parchi e zone tutelate - dalla Marcigliana a Veio, dall'Appia antica alla Riserva del Litorale - su cui verrebbero realizzate cubature per almeno 20 milioni di metri cubi: quasi 200 mila stanze. Le zone della città più colpite dalla nuova ondata di costruzioni sono quelle a ovest, nei municipi XV, XVIII, XIX e XX. In alcuni casi si tratta di aree molto vaste, come i 121 ettari tra Casalotti e Montespaccato o i 37 ettari a Portonaccio.

"Si rischia un ennesimo sacco di Roma", accusano Della Seta e Ferrante. "Giustificato questa volta con l'esigenza di compensare i grandi immobiliaristi per le mancate edificazioni in aree della città sottoposte a tutela: solo che le compensazioni non avvengono a parità di cubatura, ma di valore immobiliare: il che vuol dire che il cemento che si autorizza è molto di più di quello che si evita". Ma nella capitale c'è veramente bisogno di nuove case? Al momento il mercato immobiliare è quasi completamente bloccato dalla crisi economica e dalla stretta creditizia. 
E una parte importante della domanda è legate alle richieste dei ceti meno abbienti che chiedono alloggi in affitto, mentre la maggior parte delle case che si verrebbero a costruire si colloca nel settore della vendita. "Le case sfitte nella capitale sono già 250 mila", aggiungono Della Seta e Ferrante. "E mentre si progetta un sudario di cemento per la campagna romana restano fermi i 35 piani di zona per l'edilizia residenziale pubblica già approvati. 

Il tutto a 4 anni dal varo del piano regolatore di Roma. E' una devastazione contro la quale sono già insorti l'Istituto nazionale di urbanistica e le associazioni ambientaliste: va subito fermata". 

Anche perché il sacrificio di oltre 2 mila ettari di campagna contrasta con le scelte urbanistiche delle grandi capitali europee che considerano un bene prezioso e non alienabile il patrimonio verde sopravvissuto alle progressive ondate di cementificazione: le nuove esigenze abitative sono soddisfatte ristrutturando le zone già costruite e migliorandone gli standard edilizi sia dal punto di vista energetico che dei trasporti. A Roma invece si rischia di continuare l'espansione a macchia d'olio che rende ingovernabile il traffico e sacrifica l'eredità più preziosa: una cintura verde che per fortuna è in parte presidiata da cooperative e singoli coltivatori. Anzi in alcune zone dove la campagna aveva subito un degrado erano stati progettati orti e un'espansione delle colture biologiche. Ora bisogna scegliere tra questo progetto di città e la vecchia espansione basata sulle palazzine a pioggia.